JUVENTUS: PROBLEMI E SOLUZIONI
La Juventus sta evidenziando dei problemi, sono tattici o vanno oltre il campo? In questo post provo ad analizzare la situazione e a guardare cosa c'è oltre il problema. Esistono delle soluzioni?
La Juventus ha un problema. È un problema molto serio, che parte dall'ambiente e intacca la fiducia dei giocatori: è un problema psicologico e culturale.
Chi non considera la Juventus come la principale candidata all'inizio della stagione? Quale juventino è contento per un quarto posto?
Molto probabilmente nessuno.
Eppure è la realtà dei fatti. È un problema molto italiano: Juventus, Ferrari e Nazionale di calcio condividono la stessa pressione. Ma l'attuale Juve ha una squadra all'altezza per eguagliare i risultati raggiunti nella sua storia?
Secondo me no; io stesso, parlando della stagione a venire, ho pronosticato la Juve quarta, nella migliore delle ipotesi. In lotta con il Milan, con Inter, Roma e Como davanti.
Una tra Juventus e Milan resterà fuori dalla prossima Champions League (a meno di miracoli con il ranking annuale, ovviamente).
Dopo una sconfitta, una brutta sconfitta, il capitano (non uno dei migliori in campo), attacca i suoi compagni attribuendogli scarso impegno, l'allenatore si tira indietro e contrattacca.
Non un clima sereno, e siamo alla settima giornata, LA SETTIMA GIORNATA!
Ogni situazione ha un valore, una statistica, che testimonia quanto l'occhio vede. La responsabilità degli analisti non è cercare un dato che dia loro ragione, ma un dato che supporti una tesi. La prima è manipolazione del dato, la seconda è il supporto a una tesi.
Partiamo dalla tattica e dalle situazioni precedenti al fischio d'inizio.
La Juventus ha "tre leader" tecnici (e non solo). Uno per reparto: Bremer, Locatelli e Yıldız. Due di questi tre sono in infermeria.
A loro si aggiunge Thuram, e ora anche Conceição. La Juve ha tanti titolari (o alternative) ai box e le rotazioni sono corte.
La responsabilità di Spalletti, secondo me, sta in un'erronea lettura della stagione.
Sono due partite che vediamo la Juventus con la difesa a tre, con Çelik a centrocampo libero di offendere e, a destra, l'equilibrio di McKennie che converge e viene dentro a palleggiare, ma senza mai rendersi pericoloso. Questo sistema taglia fuori Kalulu, che invece, anche a Cagliari, aveva fatto bene da terzino di spinta con sovrapposizioni continue.
Il centrocampo Sarr-Douglas Luiz mi sembra quantomai obbligato: il primo di rottura, il secondo di costruzione.
Questa squadra è stata costruita per il 4-2-3-1 ma, ad oggi, il campo dice altro. Forse il sistema migliore è il 4-3-1-2, senza stravolgere gli uomini, ma modificando i loro compiti.
Vicario in porta, ovviamente, anche a fronte delle zero parate contro i biancocelesti nell'ultima apparizione allo Stadium. Avrebbe potuto fare qualcosa di meglio? Forse sì, forse no. Non credo che la titolarità dell'ex Tottenham sia in discussione.
La difesa con Bremer e Lucumí mi convince poco, con Kelly mi convincerebbe ancora meno. Questo perché non sono difensori abituati a correre all'indietro, ma alla marcatura e a vincere i duelli.
Lucumí lo scorso anno vinceva circa il 60% dei duelli, quest'anno raggiunge a malapena il 55%. I duelli persi ti costringono a scappare all'indietro. In poche parole, manca un difensore veloce alla Gila, che possa aiutare in fase di impostazione, alleggerendo la pressione su Douglas Luiz, e nella difesa degli spazi.
Domenica la Lazio ha segnato tre gol, due in transizione, tutti e tre da dentro l'area; tuttavia, oltre alle tre reti (e so di non dire poco), la Lazio ha tirato una sola volta su azione dall'interno dell'area di rigore, con Isaksen al 31', andato vicino a sbloccare il match di testa.
Questo per dire che la Juventus non ha un grande problema nei centrali, ma nella fase difensiva corale. C'è una soluzione nei terzini? Direi che Kalulu è intoccabile, meglio come quarto di spinta che come terzo bloccato; a sinistra un Cambiaso in forma è meglio di Çelik, ma anche il turco sta faticando nelle rincorse, in un quadro di problemi generali della fascia sinistra, anche in fase offensiva.
A centrocampo Sarr mi sembra irrinunciabile, innanzitutto per il valore assoluto del calciatore, e in secondo luogo per le sue abilità. È un centrocampista di rottura di livello: un "Thuram" meno invasore, ma dal rendimento più costante.
Con Locatelli arruolabile, comporrebbe una diga nelle transizioni passive di livello superiore a quella formata con Douglas Luiz. Inoltre, Locatelli è abilissimo nei passaggi progressivi: nella scorsa stagione era in vetta alle classifiche "di costruzione" per passaggi che rompono la linea, lanci lunghi completati ed Expected Assist.
Davanti la scelta è varia: ci sono molti esterni di qualità ma, ad oggi, il loro impiego precluderebbe la presenza di uno dei due centravanti.
Pur con i loro limiti, Kolo Muani e Woltemade hanno dimostrato di giocare meglio insieme. Considerando che il 4-2-4 non è sostenibile con questa mediana e in questo momento di fragilità psicologica, la Juventus avrebbe bisogno della doppia punta con un trequartista alle spalle.
Kolo Muani è quasi più un esterno offensivo che un centravanti; con Woltemade in campo, è stato libero di svariare (maggiormente sulla sinistra) per servire il tedesco. A sua volta, l'ex Newcastle si abbassa spesso per aiutare la costruzione e la compresenza di Kolo Muani impedisce un completo svuotamento della zona di finalizzazione.
Alle loro spalle, in attesa di Yıldız, vedo bene Nico González, con McKennie mezzala d'inserimento.
Alajbegović non è da sprecare e anche lui può concorrere per il posto da numero dieci ma, al momento, è prioritario trovare qualità nel tandem d'attacco.
Detto tutto ciò, la Juventus non sta giocando male: subisce molto in transizione, ma crea tanto, pur faticando ad arrivare alla conclusione.
Il problema riguarda la fiducia e l'accettazione del rischio: tentare la giocata, il dribbling o il passaggio filtrante per innescare un compagno.
Contro la Lazio la Juve ha tirato solo nove volte, calciando in cinque occasioni da dentro l'area, ma senza mai centrare lo specchio. Gli unici due tiri in porta dei bianconeri sono arrivati da fuori area, con due conclusioni centrali di Alajbegović e Conceição. Tiri non pericolosi: 0,08 di xGOT complessivi e 0,71 di xG. Meno di 0,10 per tiro.
Anche la Lazio ha creato poco in termini di mole (circa 0,50 di xG ma 1,51 di xGOT), riuscendo però a rendersi pericolosa con gli attacchi alle spalle di Çelik e sul lato debole. Il secondo gol nasce da un grande lancio di Tavares per Isaksen, che attacca uno spazio enorme, vince il duello ed effettua un tiro delizioso sul secondo palo.
La Juve deve tornare a giocare serenamente, smettendo di guardare la classifica e accettandosi per quello che è, senza gonfiare le aspettative oltremisura, ma con la consapevolezza del proprio valore e della fisiologica possibilità di soffrire.
Un cambio in panchina non lo considero nemmeno: la squadra sta vivendo un momento complicato, ma con qualche aggiustamento tattico il trend può essere invertito.
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